Il decalogone

12 Giugno 2007 21 commenti


Ecco l?elenco delle frasi più in uso da parte dei maschietti, verso la propria compagna.
Noi donne non siamo tutte uguali, eppure le frasi che volano sono sempre le stesse!
Quindi qualcosa non mi torna… no no.
L?ordine è vario, ma il succo è sempre quello. Si accolgono suggerimenti.
Diremo anche noi sempre le stesse frasi? Mah.

Eppure loro quando hanno la necessità, hanno una fantasia e un?inventiva da sorprendere un paroliere di cartoni animati.

A a te serve uno con tanti soldi, hai le mani bucate (voto 9)
B possibile che ti addormenti sempre davanti alla tele e sono solo le dieci?
C vuoi sempre avere ragione tu
D tu sei pazza mi mandi al manicomio
E ce ne vuole di pazienza con te
F sei terribile cerca di non farti riconoscere da subito con gli altri
G non te ne va bene una
H devo sempre fare quello che vuoi
I esistono anche i miei amici!
L tu sei gelosa

E sono certa che ho dimenticato qualche altra frase, che tutti dicono a noi tutte

Eppure se non ci fossimo, andremmo inventate! In alternativa?. Delle belle bambole gonfiabili! Oppure…

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PILLOLE DI PINOCCHIN

9 Maggio 2007 17 commenti

Già! Bel titolo eh?
Attualmente lavoro presso un provider. Fatturo domini.
Chissefrega, direte voi? Spetta, dico io.
Perché di siti porno da registrare me ne arrivano tutti i giorni.
Ma quello che mi preme scrivere a tutti i babbioni maschietti è:
ma lo sapete che 99 siti porno su 100 sono gestiti da maschietti? Ma lo sapete che ne sono i proprietari? Ma lo sapete, poveri m’becilli che mentre siete convinti di cuccare e chattare con la
grande miss pupazzona/bambolona di turno, chi vi risponde è spesso un maschietto?
Bene! Suppongo che nessuno se non chi del vostro cromosoma, sappia come trascinarvi in cose intriganti e farvi spendere un sacco di danè.
Postilla: tiè! Ben vi sta!

Cambiando parzialmente argomento: sono a dieta. E? ufficiale che sono diventata intollerante ad un sacco di alimenti. Il medico mi ha messo a dieta stretta. Tutto ciò che mi garba è praticamente veleno per il mio metabolismo. Così vagando di stanza in stanza, borbottando ” Diocheculocheho- Diocheculocheho- Diocheculocheho- Diocheculocheho” mi stresso guardando il frigorifero, mai stato così deprimente, e sognando disperatamente un panino al salame.

panino al salame- panino al salame- panino al salame- panino al salame- panino al salame- panino al salame- panino al salame- panino al salame- panino al salame- panino al salame- panino al salame- panino al salame- panino al salame-
almeno una limetta! CIRO! PLEASEEEEE

N?vece, ciccia! Carestia allo stato brado! Vago facendo zapping in tv sulle pubblicità lesioniste e contando le tabelline a memoria per distrarmi. Persino uno yogurt, vietato pure quello, ormai assume nelle mie fantasie (ormai anche sessuali, davvero, so? messa male, eh?)l?aspetto di una magnifica gigantesca torta panna chantilly e fragole (sigh, bavetta alla bocca).
Imbroglio a modo mio… non potrei mangiare lo stesso alimento se non dopo 4 giorni di pausa.
Diciamo che sono scalata a 3… soprattutto per quel poco che potrebbe piacermi! E che cavoli!
Così il mio diario alimentare viene taroccato all?uopo. Ma non si vive di sola farina di farro. Dannazione!
Postilla: non miglioro? Ben mi sta!

Al topo ho chiesto oggi di portarmi il cambio estivo che per questioni di monoloculo è finito dritto-dritto in cantina. Ma poiché avendo dormito poco, divento perfida, gli ho anche chiesto di ritirare i panni appesi in bagno da un bel 5 giorni (la media in genere è di 14. Si smaltiscono da soli, via via che serve la roba e la si toglie singolarmente), inoltre ho anche fatto presente che le pentole lavate sul lavello non si tolgono per telecinesi da sole, che c?era anche il pane da fare, e comperare qualche cavolo di alimento privo di glutine per me. Il topo ha mediato.
Così:
A- cambio estivo: poffare l?ho dimenticato!
B- panni appesi: metto via i miei, i tuoi li lascio sul letto che ci penserai tu!
C- pentole da mettere via: col cavolo! Tanto che ci sono, ti lascio pure i piatti, da fare!
D- il pane: non ci ho voglia, ma visto che proprio devo, perché è particolare e puoi mangiare solo quello, ti faccio tante formettine a forma di caghetta, che solo a vederle ti emozionerai trovandoti nel tuo?
E- la spesa? Mica ho fatto in tempo!
Insomma, è convinto di avermi farcita come un calzone.

Tutto questo, udite udite, dalle 8,00 di questa mattina sino alle ore 14.10. Orario in cui il topastro si reca al lavoro.
Dunque, sul fatto che tante di noi somiglino più a Speedy Gonzales che a dei normali esseri umani non ci piove, sul fatto che il topo ingerisca tutti i giorni pillole di PINOCCHIN, nemmeno.
Ma sulla velocità, Dio mio, a chi lo posso paragonare? Persino le lumache lo doppiano!!!!

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Mqp – Step by step

31 Marzo 2007 18 commenti


Venerdì sono rientrata di buon orario, staccando alle 17.20.
Festa grande, wow. Sapevo che col topo non mi sarei incrociata, difatti quando io avrei smesso,
lui sarebbe partito per Firenze ?checiavevadafarelesuesolitecosedj- pertanto materialmente sino a lunedì notte non avrei potuto martoriarlo con i miei dispettucci.
Solo che…
Arrivo a casa. La porta non si apre. Comincio ad agitarmi…
Penso sia ancora in casa, delle volte succede che chiude dall?interno mentre si fa una doccia e io resto come un?ebete fuori perché mi manca la chiave della chiusura interna (chiamatelo scemo, chiamatelo…) e devo tirarlo fuori a forza, smadonnando per farmi aprire.
A ben pensarci siamo al primo piano, volendo potrebbe far calare chiunque dal balcone, ma è troppo sit-com anche per due cartoni animati come noi.
Sbraito, lo chiamo sul cellulare. ” dimmi che non sei partito…” è la mia premessa.
Replica: sono quasi a Parma.
Mi si annebbia la vista. Come a Parma? Santiddio mi hai chiusa fuori????
” Non ho chiuso di sotto!”.
“dannazione non si apre!”
PANICO
Io, serpe, inviperita, col fumo che mi esce dal naso e dalle orecchie rispondo che restare fuori tre giorni, no. Non ci sto. Non ho un cambio! Non ho make up. Non ho na? mazza…e certamente una mi servirebbe proprio, nel frangente…
Illo è certo di non avermi chiusa fuori. Intanto tutto il palazzo esce sulle scale. Io mordo in fase acuta. Miss Mamba, semuà!
Esco dall?androne per uccidere chi di competenza al telefono senza che mezzo mondo mi ascolti.
“Mqp, dammi retta, chiama un fabbro…”
“cheeee????
Hai idea pezzo di cretino, quanto costa buttare giù una porta, perché ipotizzi una serratura rotta, se poi sei tu che hai chiuso la serratura sbagliata???”
Il topo borbotta, è in ritardo sulla sua tabella di marcia. A me scappa. Di andare in bagno, ma sotto sotto anche di ucciderlo.
Scusi signor santone, ma prima di spendere 1500 Eurini per far rifare tutto, sarebbe meglio accertarsi che TU non mi hai chiusa fuori? Illo ovviamente suppone di no sino alla nausea. Lo affronto con un?arringa che persino il delitto di Cogne verrebbe assolto.
Il topo fa marcia indietro. Comprende che sta rischiando la vita. Io vado ad affogare la mia disperazione in un bar, con un aperitivo, rovesciandomene tre quarti su una manica.
E mal goduto, in verità. E in compagnia di un tizio ubriaco di San bitter (ma si può???) che
conosce solo il dialetto campano. Io quasi, singhiozzo.
Come azzo c?è finito sto’ cretino, in sto? bar a quest?ora??? Ma tutte a me???
E con l?ansia che sul serio ci sia da chiamare un fabbro, ma affogo nel pinot l’ipotesi. Il tempo passa ad una lentezza esasperante. Un bradipo mi avrebbe invidiata. Mi affloscio in macchina, comprando un giornale e fumando come una turca.
Illo aveva detto che quando rivedeva la cara lombardia avrebbe accennato una chiamata.
E? arrivato 2 ore dopo. Ovviamente senza telefonare. Io fumante peggio di un arrosto bruciato, lui che sperava fossi andata a darmi allo shopping sfrenato mentre lui in sordina avrebbe aperto la porta di sotto, e invitandomi poi a riprovare ad aprire (benedetti uomini… la celebre frase di Totò,” nega pure l?evidenza” è il loro maggio credo!) dicendo: visto? Mi hai fatto fare tanta strada per nulla!!!
Solo che io sono lì. Appostata meglio della guardia di finanza. Apre, prende qualche altro cavetto con l?occasione, e sparisce.Due secondi netti, il tutto.
E bravo il topo! Lo chiamo minacciosa subito dopo che parte: nonmihailasciatolaltrachiave! Come faccio la copia?
Risposta: la copia l?ho già fatta da una vita, solo che mi dimentico sempre di dartela!
Parto con una serie di vocaboli, sconosciuti si spera, almeno ai bambini di 4 anni.
Il topo dichiara che non c?è campo per il cellulare e che mi sente male- guarda te che caso…- … e che non gli sembrava il momento data l?occasione, di dirmi che la chiave c?era.
In casa da qualche parte. Non ricorda dove.
Rido. E? disarmante nelle sue confessioni. Solo che non sono una ministra di Dio, io…
Lascio correre. Sono entrata. Sono finalmente a casina. Sul wc!
Lunedì dovrà rincasare pure lui.
Staremo a vedere.

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NUOVI BARBAGIANNI

7 Marzo 2007 24 commenti


Appunti e considerazioni sparse di cui e su cui prendere… appunti!

Già. Le tecniche di CUCCAGGIO sono cambiate. Già, già.
Gia’.
Gia’.
Forse è quindi il caso di adottare a nostra volta tecniche più sopraffine, mia cara
streghetta non più vergine da qualche lustro. Tecniche di ammaraggio consentito.
Dove il target lo decidiamo noi.Loro sparano il missile e noi mettiamo la mega calamitona.
Basta non mettercela proprio nel deretano, per il resto…puntala dove vuoi. Pure in balcone!
Meglio di Romeo and Giuletttzzz come visione romantica.E tralasciamo vari ed eventuali finti suicidi.

Scordati dunque i principi azzurri dai capelli azzurri e gli occhi biondi e il cavallo azzurro
dalla coda bionda! Quelli hanno sostituito il cavallo dalla mega stationwagon, jeep e Porche, e che
raramente sono di colore bianco.
Tutt’al più sono nere (e come simbolismo a che pensi,ad una nascita?) o al meglio: grigio-fumo.
Ecco appunto: tutto fumo e niente cosciotto, come i loro veri intenti.
Resta giusto il metallizzato: come i loro cervelli, ammesso che la cosa ti consoli.

I nuovi CUCCADORES, apri i padiglioni auricolari e sfodera la penna, mia cara affranta, sono i CESSI.
I RACCHI, i BRUTTI, gli SCORFANI. Quelli a cui devi cercare con impegno, qualche caratteristica fisiognomica
interessante. Che non colpisca esattamente come un pugno allo stomaco.
Si’ con molto impegno. E con molta costanza
(non la mia amica). Quasi come risolvere un Sudoku insomma.

Questi ultimi difatti, non hanno grandi carte da giocare, pertanto per arrivare alla meta, devono sfoggiare
in natura strategie più sottili, più perseveranti, più intelligenti degli altri. Devono essere più bastardi inside,
però in bene.

Per cui:
1
Sapranno fare tutti indistintamente qualsiasi tipo di massaggio. Dall’anti stress all’anticellulite drenante!
Si offriranno a tale scopo senza nessuna remora, non sentendosi meno masculi per questo.
Addio lunghe attese sull’asciugamano nell’attesa di trovare qualcuno da pagare per farci spalmare della crema.
Loro, anzitutto, ci spalmeranno via un po’ di stress e a gratis!
Loro, i racchi, saranno capaci di levarti le scarpe sul tram, per farti un massaggio plantare!
2
So’ racchi. Pertanto nessuno se li contende.
Se ti dicono: cara stasera ci ho riunione. Perdiana! Ci hanno riunione! PUNTO!
3
Il bruttone, in quanto tale, ti è sinceramente grato di stare con lui. Si sente un miracolato.
Difficilmente alzerà la testa trattandoti in modo tale che ti venga voglia di scaraventargli addosso
un comodino. Anzi. Ti ringalluzzerà facendoti sentire la donna piu’ importante tra le donne (definizione magica…)
4
Il cesso, in onore alla definizione, non la farà mai fuori dal water (gli sembra cannibalismo). Anzi si impegnerà
con gloria battagliera a fare canestro, mentre si da’ a quell’attivita’ cui tutti i maschi riescono meglio:
pisciare perennemente le piastrelle. Ma lui con orgoglio, no. Piscerà il solo water! Wow.
5
Il ROSPO non avra’ problemi a portarti fuori a cena se non sei in vena di cooking. Per lui è sempre un occasione
di mostrare al mondo che lui, illo, non è un single: e ti sventolerà come un trofeo mostrandoti con orgoglio.
6
Il non ameno, non avrà difficolta’ a sposarti. Il suo pensiero è: perso il biglietto, perso il treno.
E’ consapevole di abitare in una stazione ferroviaria abbandonata.
Persino un mono neurone ci arriva.
7
Non metterà mai il portafoglio davanti a te. No.No.
Ha gia’ sperimentato le gentili donzelle di strada e quanto gli portano via, a conti fatti in un mese.
E non gli lavano nemmeno le mutande!
8
Dura a credersi, il mostro è romantico. Sa anche spuntare con dei fiori e aprirti una portiera ognitanto!
9
Sa cosa sono gli anniversari, questi sconosciuti ai più. Mia cara sfigata in cerca del belloccio di turno.

10
Non sarai mai seconda, rispetto ai suoi amici. Divide tempi e ruoli con astuzia.
Sospirando silente una tua visita a qualcuno, per darsi missing senza che te ne accorga. Sarà assente
quando tu sei assente e presente quando tu lo sei.Se poi ti ci hai la mamma che sta male, per lui è festa grande.
Ma non lo darà a vedere. Mollerà gli amici al bar per telefonare e sapere come ti va, e tra una chiacchera e
l’altra cercherà di carpire e interpretare l’orario del tuo rientro.

Il decalogo di base, esprime un solo pensiero: se serena vuoi campare, brutto -ma che non puzzi- te lo devi cercare.

Capito fanciulloza prossima alla menopausa, che hai già collezionato centinaia e centinaia di
lacrime per il mediocre sbagliato?
Perchè brutto,
E’ BELLO!

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maquantipensieri

23 Febbraio 2007 14 commenti


Riepilogando:
la vita scorre più o meno per tutti. Leggo anzi che qualcuno se la passa davvero di merda. In mezzo a tante tristezze, trovare l?affare è raro. Ovviamente non mi riferisco a strani aggeggi, ma solo a quanto ci aiuta a vivere meglio. E che più ne trova di aiuti, meglio è. Continuo a credere che bisogna ridere per non piangere. Così rido come una povera stordita (anche quando non serve, ma la maquantopaziente neurologa che è in me, non lo trova un sintomo grave) guardando un film, o leggendo qualche cappellata su siti umoristici. Il bottino è magro ma ci si sforza. Sembra che agevoli il movimento dei muscoli facciali e che qualche rughetta venga risparmiata per qualche decimo di secondo di vita. Il che significa un millilitro di cremina antirughe in meno. Che sommata in un anno, potrebbe essere ben: un quarto di barattolino risparmiato.
Okkei non sta in piedi tanto. Ma da qualche parte ci si deve pur aggrappare. La regola numero uno che c?è da me, in quella gabbia d?asilo nella quale lavoro, insegna una sola regola: dividi e confondi.
Anche se confusi lo sono già da loro, e in quanto a dividendi? beh un unico cervello è stato spalmato su almeno 6-7 persone. Sono state altruiste a dividerselo così tante volte…sempre uno, poi!
Era un solo povero neurone cerebrale; figuriamoci con tutto questo popo? di altruismo! Comunque fa? nulla.
Dividi e confondi mqp, e pensa alle rughette, mqp! Sorridi! Sei su candid camera! E soprattutto: non hai diviso il tuo cervello con nessuno!!!!

Riepilogando 2:
l?amica quella del cuore, quella che peggio di Cimabue, pensa una cosa e ne sbaglia due. E? una catastrofe. E? solita tirare qualche craniata per sbaglio da qualche parte. E quando non tira craniate, in genere le riesce sempre di bruciare qualcosa con la sigaretta. Fa paura. E? una piromane per vocazione! Lei pensa al matrimonio, a dei figli… e il suo di lei, lui, che fa? Pensa agli uccelli!
Così mentre noi si fantastica sull?abito di nozze, lui ha dei veri e proprio orgasmi costruendo la gabbia dei suoi sogni per i suoi duecentodiecimila pappagallini e canarini. Sempre se non gli scappi, tanto che c?è, di sistemazzarsi il proprio di volatile, nella speranza che nessuno lo veda. Naturalmente sia io che lei ci auguriamo che almeno quello in gabbia, ci resti!
Così sospiriamo una sulla spalla dell?altra, io perché mi chiedo quale sarà il suo prossimo disastro, lei che si chiede chi tra le due arriverà prima al talamo nuziale. Postilla 1. NON IO.

Riepilogando 3:
criceto è stranamente in buona. Ieri ha fatto: piccolo genio ribelle.
Ma all?opera.
Già. Mi è stata regalata una macchina mangiaPELUCCHI. Per i maglioni, per intenderci. Se no avrei detto SILK EPIL e facevo prima,no? Dicevo, mi è stato regalato sto aggeggio. Di quelli che quando sono venuta al mondo, ho detto: dov?è il mio mangiapelucchi? Non ritorno in incubatrice se non mi portate subito la macchinetta mangia pelucchi!
Alla fiera età di 38 anni, quando ormai TUTTI erano certi che nell?incubatrice non mi ci sarebbe stato nemmeno un gomito, sono stata accontentata. Solo che sto? aggeggio aveva un grossa pecca: dopo aver comperato tutte le tipologie di pile possibili al supermercato, senza per altro che ve ne fosse mezza che potesse andare bene, l?aggeggiotto è finito in una busta. A confessarsi. Peccato per peccato.
Fino a che il genio ribelle, folgorato da una doppia illuminazione, ha deciso che:
A ? era ora di togliere le ragnatele alla busta e guardare che vi fosse dentro.
… E garantisco che illuminazioni di questa sorta gliene vengono con cadenza di lustri.
B- apportare delle modifiche all?aggeggiotto, per farlo funzionare a corrente.
Considerando che la fabbrica non l?aveva predisposto….Oh! Dopo Edward mani di Forbice, ci abbiamo criceto mani di Watt!
Cosa abbia fatto non saprei. Ma sta specie di aggeggiotto, dalla vaga forma di ferro da stiro, ha un cavo di alimentazione che gli parte infilato da un piccolo jack da un lato e finisce dritto all?alimentatore. Di una vecchia sveglia digitale.
Nota.
Funziona che è una meraviglia.
Sembra un celllulare travestito di carnevale, sottocarica? Però funzia!
L?aggeggiotto è bianco, il cavo e l?alimentatore sono neri. Un pugno in un occhio. Guardo sto? coso e rido. Ci ho il levapelucchi DALMATA!

Sembro la canzone di Jannacci.
Ridoooo sembro un cretino e ridoooo, mi piove addosso e ridooooo – non ce la faccio piùùùùùùù…

Canta che ti passa! Anzi se qualcuno ha qualche altra canzone scema da rammentarmi. Ben venga. La cura del sorriso è gratis, fa bene. Perché no? Però non tirate in ballo: era meglio morire da piccoliii che mangiare la pasta coi broccoliiiii… quellalasogia’.

Concludendo:
la vita è un eterno carnevale, tutti scegliamo e indossiamo una maschera, magari cambiandone diverse. Ho optato per quella di Arlecchino. Spero mi resti incollata addosso.zi zì.

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maquantisponsor

14 Febbraio 2007 18 commenti


Ci penso… ci ripenso…mah!
Vorrei capire; ma come funziona quella pubblicità del tizio che vuole dei figli solo per avere lo station wagon?
Ma sti ? maschiozzi, dove procedono? Spermi potenti uguale machine full long?
Dopo la gara a chi ce l?ha più lungo ( parlo di volatili) si fa a gara per chi ci ha la quattro ruote
più lunga? E? forse cambiata la vostra scala dei desideri evolutiva?
E la tizia che invece, torna, trova la casa un puttanaio peggio dei residui cittadini del rapimento di ELENA (sempre di Troia) e infila il proprio MEN (?) dentro la lavatrice? Naturalmente il cestello e il buco sono stati ingranditi all?uopo. Geniali questi delle lavatrici. Dei geni di san valentino direi!
Aggiungerei anche: meglio un lancio dal balcone, se non si abita al piano terra. Ci vuole meno impegno. Tutt?al più anche un fabbro che cambia la serratura potrebbe essere meno oneroso…
Vogliamo parlare di tutte quelle donne (una valanga! Oserei dire tutte) che se la fanno addosso e ci hanno bisogno del pannolone? Ma come avremo fatto, noi cromosoma xy a sopravvivere senza, per tutti sti? millenni di evoluzione? E tu cara amica fanciullozza, hai preso nota della marca?
No perché dopo il parrucchiere, le unghie alla parigina, i capelli striati a puzzola basta che siano lisci ma ARRIGONI le tonalita? , il filo interdentale al posto della mutanda, quello che attualmente è IN, mia cara balenga è il pannolone antipipì! Mai pensato di fotterli a tuo figlio? Tanto che c?eri?
Due piccioni con 10 fave perdiamine! Anche se non è PAMPERS, dopo il portafoglio di marca marocchinato, ti puoi anche dare ai pannoloni di spaccio no?
No! NO! Ma anzi… quella pubblicità della banca arancio, coi tizi che si fanno di stricnina e viaggiano per tutto il mondo passando dal Canada all?Australia in una sola sniffata?
Vogliamo parlare della tizia che torna a casa dopo una giornata del cazzo e si mette a fare torte e a lasciare messaggi in giro a mezzo mondo, India compresa, che sta facendo la torta?
Lo trovate normale tutto ciò?
Soprattutto trovate normale, che tutto il parentame, che di norma si fa sempre na? manciata di fattacci sua, rientri solo per risparmiarsi i soldi di una brioche al bar? Mah.
Nin so.
Vorrei capire dove siamo diretti. Ah! Sì! Ci mancava la pubblicità di Reggio Calabbbria. Terra bellissima, nel mediterraneo (grazie eh?? no perchè se no…) che vi aspetta ad amaretti, pistole e ponte dello stretto, con braccia aperte. Soprattutto il ponte: che ha allargato talmente le braccia che è sprofondato su se stesso. Beh! Insieme a qualche nave scontrata per caso…
No! No! Il TOP! La tizia che per fare della sana disco sex col men, deve tutti i giorni cotonarsi i capelli e poi a giorni alterni cambiare la nuance del colore! Ma quanto stressante è cercare di farsi guardare come un?anatra arrosto dal proprio boy ( o child, nella maggior parte…) passati i primi due anni di assestamento (o assediamento dello spazzolino, a seconda dei casi ? particolari, naturally very naturally)?
Ma ste? povere donne, a che livello di stressamento vogliamo portarle? Ho cominciato ad andare dallo psicologo perché non mi cotono i capelli, non mi piscio addosso, e non mando messaggi a mezzo mondo se cucino qualcosa.
Mando solo qualche messaggio sul blog. Così. Giusto per.
E forse comincio a anche a guardare solo film registrati. Così le pubblicità del kaiser le lascio agli altri.
Per me vale il FF del video registratore, e se proprio esagero, recupero di REW.
Condizione di vita, per non rendersela un inferno, saltare lo spot che spesso sa di sput.
Che FRIGATA EH?
Ehhhhh kinder, se non ci fossi tu! Petta che apro il frigo a vado a quella festa disco che mi aspetta. Del resto, chi è che non ha la discoteca dentro al frigo?

Maquantoculomqp!

26 Ottobre 2006 39 commenti

Qualche volta l?ho raccontato, già da piccinina ero un disastro. Un parafulmini al contrario. Ma che attiri tutte le calamità più fantascientifiche e grottesche e da disastro è da allora e si sa. Tzi.Tzi.
Un?eredità. Mai più senza, per chi ha necessità di caricature e storyboard per le tracce dei film o fumetti, e decisamente da: miiiiii non iela fo più per chi come me c?è sempre dentro.
Segnalo qui le situazioni peggiori che io ricordi:

- mqp passa a chiamare una compagna per andare a scuola. Piove, ha l?ombrello. Per citofonare alla compagna, deve salire una scalinata, in cima alla scala vi è il citofono. Un gesto che fa consuetudinatamente tutti i giorni, alla stregua di una scimmia che si infila la dita nel naso per intenderci. Mqp suona. La compagna arriva. Apre il portone. Mqp si sposta per farle da riparo con l?ombrello. Scivola. Dicasi ben 12 gradini fatti tutti col culo. Uno a uno, con solerzia e matematica degna di un ragioniere. Non ultimo, l?ombrello aperto alla Mary Poppins e le gambe divaricate a forbice con atterro subliminale alla pozzanghera finale. Scena memorabile. Per chi l?ha vista? la compagna non è sopravvissuta.
mqp arriverà a scuola con tutto il sedere bagnato e si farà tutta la mattinata in piedi con il paraurti attaccato al termosifone, la stessa spiegazione a tutti gli insegnanti che entrano ora dopo ora, e tutte le risate dei compagni. Mqp non passerà più a prendere quella compagna.

-mqp viene invitata da uno dei belli a fare un giro in motorino (precisiamo: non era tra le sfigate o brutte che ricevono una clemenza, era tra le top 20 della scuola e che diamine,tsè) il tizio la porta per campi (dove c?era l?erba ora c?è: un metròòòòò) ci prova (n?dovina a fa cccheè..) piglia picche (non era convinta). Il tizio non ha mai ricevuto picche in vita sua (tragggeddddiaaaa) si incazza ? si, s?incazza proprio, altri termini più educandi non rendono- e la butta per terra. Mqp finisce col culo nel fango. Piena pozzanghera. Ovviamente cosa pensate che indossi? Un miniabito con tanto di ballerine e calzette corte. Una sciccheria. Illa ancora rammenta quella sensazione soffice e di freddo, via- via che il sedere affondava in quella melma. Non riusciva nemmeno ad uscire fuori. Però si chiedeva che razza di gusto ci provassero porci e ippopotami.Ricorda pure con che imbarazzo è tornata a casa facendosela a piedi per un pezzo.
Ovviamente il giorno dopo c?erano già i cartelloni per tutta scuola. Il grande fratello esisteva già. La sua fama, si era infangata tanto quanto il suo popò! Decise di farsi passare anche lei, per un ippopotamo. Pertanto si autoconvinse di abitare in Kenya.

-mqp perde una gonna sull?autobus. Già! Una vera figata. Vi immaginate una persona di sesso femminile, in mutandoni, con la gonna calata sulle scarpe, tranquillamente attaccata ai sostegni dell?autobus che guarda dal vetro, quando scendere? Ci aggiungiamo i collant rotti e la maglia infilata dentro in qualche modo? Ma si aggiungiamolo.
Le persone cominciano a farci caso e ridono. Mqp guarda tutti come degli UFO. Che ci avrete mai da ridere??? Eccheavetevistounclown??? Persino degli anziani, very molto anziani si stanno sganasciando. Illa è l?unica che non ride e non capisce. La pirla. AL CUBO.
Ad un certo punto, un misericordioso la tocca e ridendo a più non posso dice ?signorina?? e le fa cenno con il dito di guardarsi i piedi. Mqp abbassa lo sguardo. Vede ma non realizza subito. Primo pensiero: tutto lì? Secondo pensiero: ehhhhhhhhhhhhhh??????? AHHHHHHHHHHHHHH!!!! Ommaremma!!!
Scende alla prima fermata, tra le risa generali di tutti, autista compreso. Facce attaccate ai finestrini che vogliono vederla. Continuare a seguirla con la sguardo, sta ragazzetta deficiente e mezza addormentata. Lei è lì che lotta con la gonna, che non vuol tornare al suo posto e che la lascia sul marciapiede con le gambe storte tipo Olivia di Braccio di Ferro e culone ben in vista. I primi pensieri sul morire senza farsi trovare col calzino bucato, ebbero luogo da questo inconveniente. Nei successivi 20 anni non ebbe più fortuna con altre cerniere, questo è bene dirlo. Raccontò all?amica di sempre, Costanza, l?accaduto. Anziché trovare conforto, fu presa per i fondelli per i successivi 10 anni.

-mqp è cercata dalla polizia. Costanza le offre rifugio a casa sua. No questa è troooppo lunga.
Sarà per un altra volta?

Criceto e la sfera di vetro

12 Ottobre 2006 16 commenti

Sì, sì.
Premessa: mqp (il cui senso del dovere lavorativo oltrepassa la comune demenza) su richiesta del suo capo, decide di farsi iscrivere ad un reality Internet. La procedura doveva essere di presentarsi insieme ai colleghi, ad un tavolo e chiacchierare del più o del meno. Ma i colleghi disertano senza troppi preamboli, e senza che mqp ne sia a conoscenza e che nel frattempo dorme beata. L?unica iscrizione che procede è la sua senza che la stessa nemmanco se lo inventi.

Proseguo: mqp viene chiamata dalla redazione (e cade dal tavolo, dalla sedia, e pure dai tacchi) e scopre che è l?unica partecipante (insieme ad un amico tirato dentro per ridere) e per non avere fastidi con il capo, non volendo partecipare, diserta casting e meeting nella speranza di essere spedita al diavolo con una buona scusa. Non avviene. Legge di Murphi al contrario.

Situazione on AIR: mqp scopre con brivido di sudore, di essere stata esposta su una classifica Internet con tanto di foto. Sviene. Vede che ha pure un breve trafiletto che parla di lei, estrapolato a più punti dal curriculum che il suo capo ha inviato alla redazione. Ri-sviene. Essendo codarda, non andrà più a vedere il sito. Come se non esistesse. Criceto la sfotte. I colleghi, invece, PURE.

Ciak si va in onda: criceto ha dato un occhio alle altre schede dei partecipanti, tolto l?amico di illa, che per ovvi motivi conosce. Pronostica: il tecnico informatico arriverà per primo. Le due sono due acque chete, ma non mi convincono.
Mqp e amico sono spaesati: hanno saltato tutti gli incontri, non sanno come si svolge il reality e cercano di capire come siano gli altri partecipanti. Il tecnico sembra fratello di un?altra partecipante, poiché ha il medesimo cognome. E? tranquillo come chi sta passeggiando con un quotidiano in un giardinetto. C?è una partecipante tutta dolce latte e miele che dispensa sorrisi a tutti. Sarà perché è mamma, nonostante sia più giovane di mqp, tra le due sembra la più vecchia.
Il vestito scelto ?miniabito- per l?occasione (ispirato da qualche vecchio film di Charlie Chaplin e considerato già fuori stile, all?inizio degli anni 80, perprime mqp. Mqp pensa che forse il new romance riprenderà piede, primaopoi, magari proprio per questo rilancio in grande stile della mammina dai gusti retrò) ma certamente non collabora agli intenti della sua indossatrice. Difatti la invecchia.
Mqp arrivava diretta dal lavoro. Ha dovuto chiamare a sé tutte le forze di tutti gli stregoni e le fattucchiere solo per rimettere un po? in sesto l?impalcatura facciale. Rossetto e fard e a seguire eye liner. Maglia con chiusura particolare, pinocchietto, stivali. Tale a quale a come era sul lavoro. Piedi trascinati dall?entusiasmo scoppiettante e rilassato classico di chi si è preso un giorno per dedicarsi a quel breve attimo fuggente, desiderato e sospirato per giorni, e faccia appoggiata sulla spalla dell?amico perché non sa a che santi votarsi.
Arriva l?altra ospite, anni indefiniti ma mqp teme vicina, molto vicina ai 50. Maglia e gonna di lana color diarrea di gatto. Cinturone in vita. Scarpe modello Ararat tacco 125 a scacchi bianco nere.
Mqp constata che la foto che ha inviato e che risulta sul sito era di un paio buono di lustri fa.
Fa? spallucce. Lei ne ha passata una al suo capo di tre anni fa, una recentissima, ma la redazione per scelta ha messo la vecchia. Magari con la sciura è successo lo stesso.
Anche la nuova partecipante, sembra cordiale e di parlantina.
Arriva il regista (criceto studia attrezzature e personaggio) l?età non supera i 25. Criceto boccia nel frattempo tutte le attrezzature. Il suo occhio clinico alla Matrix ha già varato che le attrezzature non sono propriamente sufficienti per lo scopo. Se ne va bello contento, a programmare a casa il suo programma di Dj per il prossimo week. La abbandona alla mercè di diarrea di gatto, il giornalaio, miss mammina e l?amico che la molla e scappa al cesso.
Mqp si gira un attimo, un attimo dopo le due fanciullozze si sono già accaparrate i posti fronte camera di ripresa.
L?orda è : questo è mio!!! No è mio!! Con mano sullo schienale della sedia scelta a mo? di conceto: non mollo più.
Mqp non sceglie nulla. Le impongono un posto a sedere. Postura laterale. Eppure fare l?egiziana non è mai stato il suo sogno. Chiede senza ottenerlo, il posto meno visibile. Per esempio anche sotto al tavolo le avrebbe fatto piacere.
Accendono le luci. Mqp e l?amico si guardano. Non sono vicini, ma possono guardarsi in faccia. Scoppia il putiferio: mammina e diarrea di gatto partono all?attacco. Si vedono spuntare unghie fatali e gattesche da sotto il tavolo, impercettibili ai più ma non a mqp che inorridisce per questa rincorsa a farsi belle e farsi vedere come non si è.
Latte e miele e parlantina, partono con complimenti che chiunque vorrebbe sentire, parlando del suo peggior nemico però, di Sgarbi. Nemmeno il mediatore riesce a tenere testa a tutte le parole vomitate dalle due. Su una notizia ANSA del momento, risulta che hanno infatti battuto il record del maggior numero di parole espresse in un minuto. Pare che sfori il miliardo e novecentomilanovecentonovantanove parole pronunciate da qualsiasi essere umano, extraterrestre compreso.
Le riprese continuano tra un groviglio e l?altro. Il giornalaio non apre mai bocca. L?amico di illa ogni tanto si esprime, a mqp o le dà parola il mediatore o niente. Mqp non si capacita di questa trasformazione tra dentro e fuori luci. Di tutti.
Una volta spazientita impreca un DIOBONINO! E un’altra volta (non se lo ricorda ma le è stato detto) un PORCAPUTTANA! Trasmissione chiusa. Al confessionale si morderà la lingua per non raccontare dei retroscena.
A partire da mammina che tira fuori portafoto, borsellino e si fa la lista degli oggetti che tira fuori uno ad uno.
In effetti tutti, partecipando ad una trasmissione fanno la conta degli articoli come nei negozi dopo i saldi. Che caspita!
L?altra che parla di Kharma. E tutti si chiedono se il suo l?ha sfrattata o cosa…
L’amico che appunto è volato al cesso e il giornalaio che fuori dalle luci si dà ai gossip su i suoi studenti.

Trasmissione chiusa: Il più votato sarà mister loquacità (il giornalaio- contate 4 frasi in tutto). Poi improvvisamente scalato in seconda posizione. Gli altri a seguire. Mqp ultima (il premio per essere stata se’ stessa) e l?amico penultimo. Scopre che tutti hanno mandato email a tutto il mondo Dalailama compreso, per avere voti. L?amico ha mandato comunicati stampa pure ai tour operator.
Mqp non ha detto nulla a nessuno. Lo sapevano 1 pollo e una gallina. Si vergognava troppo; il contatore dichiara: 8 voti. Gli altri concorrenti: centinaia a testa.
La lista dei voti è come criceto ha profetizzato.
Ebbravo criceto! Ci ha preso! Teniamola buona sta sfera di vetro!
La prossima volta però, mqp sa che qualsiasi trip colga al capo, si attacca. Al tram. All?autobus, alla tastiera, all?appendiabiti, se necessario al suo stesso accessorio maschile. Come vuole.
Stavolta sì. Altro che senso del dovere. E questo criceto lo legge pure nella sua palla magica!!! Mqp gliel?ha scritto col pennarello indelebile sopra, a scanso di equivoci e scarsa memoria futura!

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mqp – poltergeist !!!!

6 Ottobre 2006 18 commenti


poltergeist in casa mqp

E? circa una settimana che sento odori strani entrando nella mega dimora nella quale io e il topo ormai si vive da ben 4 anni.
La casa è piccola ma carina, perché poi da buona femminuccia, inserito a MORTE il mio spazzolino nel suo bagno, mi sono dovutamente allargata su: oggettistica spostata da: li a lààà,
tende cambiate da: così a cosìììì
questo quadro è meglio appenderlo: cosàààà
questi tappeti sono meglio: nuovi?
questi bicchieri occupano troppo spazio , cambiamoli
i muri bianchi non mi piacciono: coloriamoli!
e via dicendo (già vedo tutti i maschietti con sopracciglio alzato a pensare: mì so? tutte uguali eh?)
Beh? Ho forse mai negato il mio codice genetico? Arrivo forse da Casablanca e non ho mai voluto dirvelo?
No. Sono gene donna (non ricordo se x o y). PUNTO.
Prese quindi le redini di casa da mo?, so anche come pulisco (e qui i maschietti casualmente tutti zitti eh?).
Decisamente non alla carlona, come si dice dalle nostre parti per i lavori fatti male.
Una volta a settimana metto sottosopra quei modesti 48 Mq. come se fosse un mega castello.
Però dalle scorse pulizie a questa settimana, un medico patologo qualsiasi, entrando chiederebbe: n?do?
sta? il morto?
Io entro, arieggio, do? colpa alle scarpe del topo, annuso. Non sono quelle.
Poffarbacco!
Non potrò vantare l?olfatto di un maiale cercatore di tartufi, però l?odore sembra proprio arrivi dal frigo.
Ora: alimenti deperiti e morti tra disperazione e abbondono non ve ne sono. Abbiamo un frigo riempito di vasetti, è quasi anche difficile! Non credo esista un altro frigo che disponga di vasetti dal primo scomparto sino all?ultimo. Già. Abbiamo (modestamente parlando) maionese normale, tonnata, all?aglio,al pepe verde, cocktail, barbecue, poi spostando il genere abbiamo: crema al tartufo, senape, ketch-up, poi vasetti di : funghetti sott?olio, melanzane, acciughe, olive (ho perso il conto dei barattoli), pesto faidate,
e un vasetto di formaggio grana grattugiato. PUFF. Avrò dimenticato qualcosa ma fa niente?
Comunque l?odore che emana il povero elettrodomestico, indica che qualcosa non è sopravvissuto.
L?altra sera il topo nota tra il cassetto della frutta e la base del frigo una colata leggermente rosata.
Quasi asciutta. Tocco, odoro: pesce andato a male!
Cavolo. Settimana scorsa avevo messo del pesce surgelato a scongelare e togliendolo per cucinarlo, dovevo aver inavvertitamente rovesciato materiale sghiacciato, colato poi alla base del frigo.
Pulisco tutto tra una madonna di Lourdes e l?altra.
Mi spiego la puzza.
Tutto pulito, tutto a posto. Eccetto forse il frigo che ci metterà un po? a perdere il tanfo. Ma sono rassegnata.
La sera ci corichiamo, ci alziamo al mattino. Frigo aperto!
Urlo al topo che ha dimenticato il frigo aperto, che poi si incazza e ghiaccia di suo.
Il topo cade dalle nuvole. Frigo chiuso.
Alla sera rientro. Frigo aperto.
Cucino, apro e chiudo il frigo. Nel frattempo arriva il topo lo trova aperto.
Mqp: ??????
Il topo chiude.
Il mattino seguente, il frigo è nuovamente aperto.
Mqp e topo: ????? macheccasp ???? mache?????
Ieri sera il topo analizza il frigo. Lo sportello di chiusura si è sbilanciato, non è più in dima.
Quindi si inclina piano, piano, finisce contro la cassettiera al suo fianco, fa leva e si apre.
Tutto da solo!
Morale: persino il frigo si è animato, pur di non sopportare più quella puzza immonda, in attesa che mqp e criceto scoprissero da dove arrivava.
Ah-Ha! Preso per stanchezza eh????

Riferimenti: il colpevole è l’originale…

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mqp – altro che pomodori verdi fritti alla fermata del treno

28 Settembre 2006 12 commenti


Io e Costanza (che chiamavo CO?) avevamo circa 13 anni.
Eravamo brillanti e caparbie. Sveglie. A Natale avevamo tutti gli anni un hobby strano:
rubare addobbi natalizi negli androni delle case.
Ci divertivamo come delle matte. Il massimo era di entrare in sordina in un palazzo,
passare abbassate sotto la guardiola del portinaio e acciuffare la prima pallina di Natale,
appesa all?albero di turno. E successivamente scappare a gambe levate mentre il portinaio di turno ci rincorreva con la scopa.
Ovviamente si faceva una volta a testa. A fine giretto ci si distribuiva la mercanzia.
Avevamo talmente tante palle, stelline e babbi natale che i nostri alberi erano pieni.
Così alla Robin Hood, distribuivamo poi agli asili le eccedenze.
Costanza aveva affinato la sua tecnica, pertanto davanti ad un portone chiuso non si perdeva d?animo. Suonava al primo campanello a tiro e quando rispondevano, faceva la vocina da bimba e diceva: mi apri?????? Il risultato era quasi sempre garantito.
Poi ogni tanto si faceva prendere dall?estro e suonando diceva: IO!!!! E tutti puntualmente aprivano.
Facevamo delle ghignate pazzesche.
Ma un giorno accadde l?inevitabile: Costanza vide la cima di un albero addobbata di una stella bellissima. Grande, argentata, piena di strass, introvabile. Fu così che decise: LA VOGLIO.
Lei è sempre stata irruenta e anche impulsiva. Io ponderavo già ai tempi.
Vidi l?albero. ALTO, troppo alto per noi. Quasi due metri e mezzo. Noi ai tempi e tutt?oggi: sotto al metro e sessanta. Le dissi cantilenante: naaaaaaaaa?.
Come sempre ILLA non si perse d?animo e decise di inclinare l?albero per arrivare alla fatidica stellona.
L?androne era composto di due scale per i piani differenti, posizionate a destra e sinistra dello spazio natalizio. Costanza cominciò ad armeggiare. Io facevo il palo.
Inclina l?albero, acciuffa la stellona e traaaacccc! La stellona è ancorata all?albero e oppone una resistenza degna di una cozza.
Lei comincia a litigare con tutto l?albero. Io comincio a dare segni di nervosismo controllando le due scale. La stellona non molla. Costanza nemmeno. Sento che dalla scala di sinistra qualcuno sta chiudendo la porta a chiave. Le dico: CO? muoviti. Sta arrivando qualcuno!
Lei affretta la lotta ma senza esiti. Ad un certo punto l?albero le si rovescia addosso schiacciandola e bloccandole i movimenti. Intanto i passi per le scale si facevano più vicini. Cerco di disincastrarla ma dal panico e dal peso non riesco. Le dico a bassavoce: non respirare! Tienilo sollevato più che puoi con le braccia! E mi nascondo nell?altra scala. Il condomino nel frattempo arriva all?androne, e io faccio rumore dall?altra scala per distrarlo dall?albero rovesciato. Difatti si gira distrattamente dal mio lato e va diretto al portone. Esce. Tiro un fiato.
Torno indietro e mi vedo la faccia di Costanza tra il cespugliame, che borbotta e mi dice con un filo di voce: aiutamiiiiii non lo reggo piùùùùùù.
Quando rido di gusto non sono esattamente silenziosa, anzi direi l?opposto. Mi partì un echeggio per tutto l?androne, per tutte e due le scale, un eco mostruoso. Non riuscivo a fermarmi. Lei sbiancando mi disse: statti citta (era di origine pugliese) e freneticamente cercava di togliersi l?albero di dosso. Io ridevo e perdevo le forze per aiutarla. La vista era quella di un albero di Natale,
mezzo inclinato, con due scarpe che emergevano ai lati e con una faccia tra le palle a mezza altezza.
In alto, insieme alla stella, due mani abbarbicate che non mollavano la presa.
Era davvero troppo per le mie possibilità. Mi abbassai ridendo e scivolai sull?androne incerato.
Finii addosso all?albero. Non so come, si spostò leggermente permettendo a lei di disincastrarsi.
Quasi per tempo. Perché nel fragore delle risa, non sentii i nuovi passi che scendevano le scale.
Mi girai in tempo per vedere arrivare la mamma di una nostra compagna di classe. Mi fiondai alla velocità della luce verso il portone. Costanza seguì il mio sguardo e capì al volo il mio panico.
La vidi uscire come una saetta poco dopo di me (ero posizionata fuori dai vetri e dalla vista, verso i citofoni). Aveva dato le spalle alla signora, che si era accorta di tutto, aveva cominciato ad urlare ma di schiena non l?aveva proprio riconosciuta.
Ci siamo messe a correre per il marciapiede, strisciando di volta in volta sui lati delle auto parcheggiate. Ridevamo a più non posso. Le dissi: hai visto? Mai darmi retta cavolo!!! Stavolta abbiamo rischiato grosso! Ti venga!
Lei con luccichio luciferesco mi guarda e mi dice: scherzi? E questa?
Aveva la stellona tra le mani. Il bottino nonostante le vicende fantozziane era riuscito a sganciarlo dall?albero malefico. Quello non lo regalo? mai a nessuno. Era costato troppo ad entrambe.
Ce lo dividemmo tutti gli anni a regime alterno finchè non si perse.
Per la gioia di Lietoscopo, e per non aver finali troppo noir, comunico alla spettabile clientela che da anni a questa parte, pensandoci su, faccio solo il presepe. Chissàpoiperchè….
Chi di palla ferisce, di palla perisce???? Mah!

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